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SICUREZZA SULLA STRADA E PREVENZIONE: QUALCOSA SI MUOVE!

Pubblicato il 15 ottobre 2015 in varie
SICUREZZA SULLA STRADA E PREVENZIONE: QUALCOSA SI MUOVE! con Bike Division

Oggi parliamo di sicurezza, un argomento che merita di essere trattato con attenzione, viste le difficoltà che spesso incontriamo noi ciclisti quando siamo sulla strada. Le statistiche sugli incidenti parlano chiaro. Secondo le risultanze del MAIDS (Motorcycles Accidents In-Depth Study), la più completa e approfondita analisi sull’incidentalità delle due ruote, nel 70% dei casi in cui la causa primaria dell’incidente è l’errore umano del conducente dell’altro veicolo, questo è dovuto alla mancanza di percezione del veicolo a due ruote. Morale? La mancanza di consapevolezza in merito alla presenza di chi circola sulla due ruote.

Oggi parliamo di sicurezza, un argomento che merita di essere trattato con attenzione, viste le difficoltà che spesso incontriamo noi ciclisti quando siamo sulla strada. 

Le statistiche sugli incidenti parlano chiaro. Secondo le risultanze del MAIDS (Motorcycles Accidents In-Depth Study), la più completa e approfondita analisi sull’incidentalità delle due ruote, nel 70% dei casi in cui la causa primaria dell’incidente è l’errore umano del conducente dell’altro veicolo, questo è dovuto alla mancanza di percezione del veicolo a due ruote. Morale? La mancanza di consapevolezza in merito alla presenza di chi circola sulla due ruote. 

L’occasione per parlare di questi dati è la nuova campagna “Occhio alle 2 ruote” di Fondazione italiana per le 2 Ruote e Confindustria Ancma che con spot, vetrofanie e marketing sui social sta cercando di sensibilizzare le persone su queste problematiche. 

Ma quali sono, ad oggi, le ultime tecnologie che possono supportarci per farci evitare incidenti e difenderci dalla poca consapevolezza di chi circola su 4 o più ruote? 

Un’interessante novità ci viene dalla Garmin, azienda leader mondiale nella navigazione satellitare e nella tecnologia GPS. L’ultimo ritrovato, Garmin Varia, è un radar a rilevazione posteriore. 
Il progetto parte dalla constatazione che il 40% degli incidenti in bicicletta siano causati da veicoli che urtano i ciclisti, in particolare quando questi provengono alle loro spalle. 
Questo innovativo strumento supera le soluzioni improvvisate spesso adottate da noi ciclisti per evitare questo problema, come, ad esempio, gli specchietti retrovisore, e permette, tramite una luce posteriore integrata per biciclette, di segnalare al ciclista le vetture in avvicinamento alle sue spalle. In pratica questo prodotto è in grado di rilevare e segnalare al ciclista l’avvicinarsi di una vettura fino a 140 metri, indicando all’automobilista la presenza della bicicletta attraverso una luce che aumenta di intensità al sopraggiungere dell’auto. La luce può funzionare in modalità statica o lampeggiante, per ottimizzare il consumo della batteria. I veicoli vengono rilevati tramite un sistema Radar che poi comunica con un display da manubrio in modo che il ciclista ha subito percezione di cosa sta accadendo alle sue spalle. 

Altra innovativa soluzione è quella creata da due studentesse svedesi di ingegneria, Anna Haupt e Terese Alstin, che hanno brevettato e poi lanciato sul mercato, Hövding, il casco invisibile del futuro. Questo casco funziona proprio con la stessa logica di un air-bag, gonfiandosi all'istante appena il ciclista impatta con un qualsiasi imprevisto, sia esso un'auto o una strada dissestata. Si presenta come un collare, e quando si gonfia copre perfettamente la calotta cranica, lasciando libera la visibilità. Non solo un oggetto utile ma anche dal design pulito e di sicuro “impatto” che potrà facilmente diventare indispensabile da qui a pochi anni, soprattutto per chi utilizza la bici per piccoli spostamenti o nei centri urbani. 

La tecnologia si sta specializzando e così anche le soluzioni per aiutarci a vivere più tranquilli il nostro allenamento o la semplice passeggiate domenicale in bici. Nella speranza che aumenti il senso civico sulle strade e il rispetto per chiunque le occupi. 

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