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Ciclismo e Osteopatia

Pubblicato il 20 Febbraio 2019 in angolo-andrea
Ciclismo e Osteopatia con Bike Division

Consiglio sempre al ciclista un lavoro più globale, non solo di svolgere tabelle in bicicletta, in quanto il proprio corpo deve essere al meglio funzionale ad un gesto ripetitivo e statico. L’obbiettivo è quello di sviluppare una buona mobilità articolare, una condizione mio fasciale che sia sempre efficiente per evitare problemi di ogni genere. Bisogna tener conto che non sono solo gli arti inferiori che devono essere costantemente allenati ma anche la parte superiore quale il tronco e le braccia proprio perchè si avrà durante la pedalata una contrazione isometrica per mantenere la posizione in bici.

OSTEOPATIA E BIOMECCANICA
Il connubio ideale per consentire al cicloamatore o al ciclista professionista di esprimersi ai massimi livelli e rimanere sempre in salute.
Pedalare? ...Non solo!! L’errore più grande che spesso noto è proprio il fatto che il ciclista cicloamatore, sopratutto, fa attenzione principalmente al dettaglio del mezzo senza pensare troppo alla propria condizione muscolo scheletrica. Solo in questi ultimi tempi si sta iniziando ad avere un po’ più di “conoscenze” a riguardo.

IL TERMINE “ALLENAMENTO” COMPRENDE:


1) La Biomeccanica: Il primo passo da fare sarà: effettuare un’attenta valutazione biomeccanica da un professionista del settore tramite un lavoro di equipe con l’osteopata. Quando si avrà una buona posizione in sella sarà più semplice per il ciclista evitare scompensi e infortuni di vario genere, dalla classica lombalgia al sempre presente dolore al collo - quindi ci sarà un incremento di efficienza ed efficacia nella pedalata. Il lavoro del biomeccanico sarà quello di valutare ed eventualmente correggere la posizione in sella, perchè una postura errata potrà poi portare a difficoltà dal punto di vista muscolo scheletrico e di rendimento in termini di prestazioni atletiche.


2) L’Osteopatia: Il lavoro dell’osteopata sarà quello di valutare in modo globale il ciclista dal punto di vista posturale. Si cercherà di ripristinare o mantenere una buona mobilità fisiologica delle varie strutture corporee, trattando le disfunzioni (cioè zone o strutture che non “funzionano” come dovrebbero).

INFO UTILI PER PREVENIRE E CURARE


Allenati a corpo libero:
Consiglio sempre al ciclista un lavoro più globale, non solo di svolgere tabelle in bicicletta, in quanto il proprio corpo deve essere al meglio funzionale ad un gesto ripetitivo e statico. L’obbiettivo è quello di sviluppare una buona mobilità articolare, una condizione mio fasciale che sia sempre efficiente per evitare problemi di ogni genere. Bisogna tener conto che non sono solo gli arti inferiori che devono essere costantemente allenati ma anche la parte superiore quale il tronco e le braccia proprio perchè si avrà durante la pedalata una contrazione isometrica per mantenere la posizione in bici.
Un rinforzo dei muscoli stabilizzatori della colonna vertebrale è utile ad evitare lombalgie e lesioni al nucleo discale soggetto, con il passare del tempo, a protusioni o ernie.
Anche il tratto cervicale è molto sollecitato ed i muscoli estensori del collo costantemente contratti; inoltre una posizione non fisiologica del collo può scatenare dolori mio tensivi.
La zona dorsale, sempre molto rigida e spesso in atteggiamento ipercifotico (aumento di curva), dovrà essere ugualmente allenata: si consigliano soprattutto esercizi di mobilità.

Di fondamentale importanza sarà il lavoro a livello diaframmatico: la posizione in bicicletta porta ad una chiusura anteriore e quindi limita il movimento diaframmatico. Il diaframma toracico è, infatti, il principale muscolo inspiratore, è una lamina muscolo tendinea a forma di cupola, che separa il tratto toracico da quello addominale e prende contatti diretti o indiretti con strutture corporee vitali (come cuore, polmoni, intestino, esofago, colonna vertebrale, arteria aorta e il nervo vago) e in più diventa uno stabilizzatore del “CORE”.




È veramente utile far funzionale al meglio il diaframma: considerando che a riposo gli atti respiratori sono circa 10/12 e durante sforzi intensi come può essere il ciclismo possono arrivare fino a 35/40 atti respiratori, si può comprendere quanti problemi possono insorgere se un diaframma “lavora” male.

Sarà opportuno chiedere consiglio ed affidarsi a professionisti per far si che chi ama lo sport del ciclismo possa trovare giovamento sia per quel che riguarda l’aspetto atletico e di prestazioni, sia per quel che riguarda la salute fisica.
La cosa più importante è sì pedalare …MA SOPRATTUTTO CORRETTAMENTE E IN SALUTE!!

A cura di:
LUCA CARESTIA
Osteopata D. O. Massoterapista,
Specializzato in riprogrammazione
Neurofasciale.
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