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Italy coast to coast - La Storia di un Sogno diventato Realtà

Pubblicato il 20 Giugno 2019 in angolo-andrea
Italy coast to coast - La Storia di un Sogno diventato Realtà con Bike Division

Oggi vi parliamo di un sogno. Un sogno dove, come al solito, ci sono di mezzo la bici, il sudore, le salite, le birre e le cadute. Ma più di tutto, è un sogno dove alla base ci sono l’amicizia e la condivisione. Un sogno che, per alcuni di voi, è diventato realtà. Ma andiamo con ordine.

Oggi vi parliamo di un sogno. Un sogno dove, come al solito, ci sono di mezzo la bici, il sudore, le salite, le birre e le cadute. Ma più di tutto, è un sogno dove alla base ci sono l’amicizia e la condivisione. Un sogno che, per alcuni di voi, è diventato realtà.
Ma andiamo con ordine.

Qualche mese fa ci contatta un ragazzo inglese, con un accento tipico del sud di Londra, che però quando parla in italiano ha la tipica cadenza napoletana. “Mia nonna era di Napoli”, ci dice. “E je so’ parlà solo napulitan”.
Ci racconta della sua storia, delle sue pedalate in giro per il mondo, e alla fine ci dice che uno dei suoi sogni sin da ragazzo è di fare il coast to coast italiano.
Ci basta poco per organizzare una call, ed in meno di un’ora avevamo già tracciato quella che, su per giù, sarebbe stata la rotta da seguire per pedalare il loro sogno.
Partenza da Rimini, arrivo a Orbetello. Dall’Adriatico al Tirreno. In mezzo: gli Appennini. Quanti giorni? Tre.
Pronti? Via!

L’incontro è fissato per la mattina di un giovedì di Giugno, all’aeroporto di Bologna. Trasferimento in quel di Rimini, pranzo, e meeting organizzativo. Guardando la mappa si capisce che non sarà una scampagnata, ma gli occhi illuminati dei nostri amici rendono l’aria distesa, come a dire “ehi, siamo qua per divertirci, non ci sono problemi”.
Il primo giorno, di ambientamento, prevede una veloce scampagnata, se così si può dire, a San Marino. Quello che si potrebbe definire un prologo. 60 km, e 1000m di dislivello. Le rampe ad oltre il 16% si fanno sentire, ma la ricompensa da lassù è enorme. Foto, birra, e via che si rientra in hotel. La gamba è calda. Da domani si comincia. Non vediamo l’ora.

Venerdì è il primo vero giorno, e il programma prevede il trasferimento da Rimini ad Anghiari, famosa per la sua battaglia. Primo stop a San Leo, che poi si dimostrerà la salita più dura di oggi. La calda giornata passa veloce e, dopo un pranzo sul passo di Viamaggio, scendiamo verso Sansepolcro su una strada con una vista incredibile sul lago di Montedoglio.
Poche pedalate e l’ultimo strappo ci porta a destinazione, dove un’abbondante razione di pici reintegra le energie necessarie per il giorno dopo.
È sabato e siamo pronti per la seconda tappa, quella sulla carta più tranquilla. Arriveremo fino a Bagni Vignone, passando per Montepulciano. Unica difficoltà di giornata il passo La Foce, una salita dolce in mezzo agli alberi che ci porta direttamente sopra Sesto Fiorentino. Da qui la vista si apre sotto di noi rendendo il panorama davvero unico.
Riusciamo ad arrivare in hotel nel primo pomeriggio, in maniera tale da goderci Bagni Vignone e le sue terme. Mentre in lontananza fa capolino quella che sarà la vera prova di questa traversata…

Ci si sveglia ed è già domenica.
Si riparte da Bagni Vignone alle 8, e si punta il Monte Amiata. Sarà questa la salita più impegnativa di tutto il viaggio. Oltre 20km di ascesa tra viste spettacolari sulla Val d’Orcia, e numerosi tornanti al fresco degli alberi. Chi la conosce sa di cosa sto parlando...chi non la conosce, faccia in modo di trovare il tempo per andarci al più presto.
La lunga discesa ci porta a Saturnia, con le sua cascate, e poi via in un continuo sali e scendi prima degli ultimi chilometri in totale pianura che ci portano dritti al mare.
E così, questa impresa è stata portata a termine. Si perché in realtà, di questo si tratta. Di una piccola impresa. Un’impresa alla portata di tutti, certo, ma che chi solo ha voglia di condividerla con un gruppo di amici, può davvero chiamarla tale.
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